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02.12.2021

Policarbonato e PMMA: un confronto tra plastiche trasparenti

Per realizzare prodotti in plastica trasparente i materiali più utilizzati sono il policarbonato e il PMMA: confrontiamo le loro caratteristiche.

Plastica per sostituire il vetro.

Sebbene la sensibilità per la tutela dell’ambiente di questi ultimi anni punti alla riduzione dell’impiego della plastica in favore di altri materiali meno inquinanti, come il vetro, vi sono molte applicazioni industriali e civili in cui è ancora essenziale sostituire, al contrario, i manufatti in vetro con corrispondenti prodotti in materie plastiche.

Vi sono due ragioni, principalmente, che suggeriscono la scelta di un materiale polimerico plastico trasparente al posto del vetro in molte situazioni: la resilienza e il peso specifico. Il vetro, infatti, è il materiale fragile per antonomasia, con una bassissima resilienza, ossia con una scarsa capacità di assorbire l’energia meccanica proveniente da un urto, mentre, in generale, le materie plastiche hanno una resilienza decisamente buona.

D’altra parte il vetro pesa circa il doppio rispetto alle plastiche trasparenti, come il policarbonato o il polimetilmetacrilato PMMA: la densità di questi materiali, infatti, è di circa 1100-1200 kg/m3 mentre quella del vetro è in media 2400 kg/m3.

Di conseguenza, quando occorre assicurare una buona resistenza agli urti per un elemento architettonico, per un contenitore o per una protezione per macchine utensili rendendo possibile, però, la visibilità attraverso l’elemento o, almeno, il passaggio della luce, la scelta non può che ricadere sulle materie plastiche.

Analogamente, un componente in vetro può rivelarsi troppo pesante per la struttura che lo dovrebbe sostenere e quindi si preferisce realizzare un prodotto in policarbonato o in PMMA con un peso, a pari dimensioni, all’incirca dimezzato.

 

Faizanè e i prodotti in plastica trasparente.

Per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti, noi di Faizanè, da alcuni anni, abbiamo deciso di commercializzare sia il policarbonato, sia il PMMA, sotto forma di prodotti finiti, di semilavorati o di prodotti su misura a disegno del cliente.

Per il policarbonato abbiamo a disposizione in magazzino lastre, tondi e tubi, oltre a particolari lastre antigraffio e ai pannelli in PC alveolare molto utilizzati per creare pareti divisorie in ambito industriale.

Il PMMA, invece, è disponibile in barre, lastre, tubi e tondi come semilavorato, anche nella versione antiurto, dotata di una notevole resistenza meccanica, grazie ad alcuni additivi specifici aggiunti al polimero base.

I semilavorati in PMMA e in policarbonato possono essere acquistati per essere lavorati  direttamente dai nostri clienti, ma Faizanè propone anche, grazie al proprio reparto di lavorazioni meccaniche, la realizzazione di prodotti finiti su misura, partendo da disegno del cliente o da un nostro progetto.

In questo modo vogliamo cercare di soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti e dare la possibilità di sfruttare al meglio le caratteristiche di queste due materie plastiche trasparenti. Vediamo ora, nel dettaglio, quali siano le principali differenze a livello di proprietà meccaniche e chimiche tra il policarbonato PC e il polimetilmetacrilato PMMA.

 

Le diverse caratteristiche di PC e PMMA.

Il PMMA ha, innanzi tutto, una densità del 6% minore rispetto al policarbonato, mentre la resistenza meccanica a trazione ha valori del tutto comparabili tra i due materiali. Una prima differenza particolarmente marcata, invece, è la diversa capacità di assorbire gli urti, ossia la resilienza. Misurando, infatti, con la prova del pendolo di Charpy eseguita a temperatura ambiente su provini con intaglio l’energia assorbita al momento dell’urto otteniamo un valore di 2 KJ/m2 per il PMMA, mentre il policarbonato fa registrare un’assorbimento di circa 65 KJ/m2, superiore di oltre trenta volte.

Questa grande differenza di prestazioni rispetto alla resilienza è uno dei criteri che possono guidare nella scelta tra l’impiego del PC e quello del PMMA per le diverse applicazioni concrete, tenendo conto, però, sia della differenza di costo tra i due materiali, sia delle problematiche che si presentano dal punto di vista dell’inerzia chimica.

Il policarbonato, infatti, viene attaccato facilmente da alcune sostanze chimiche, tra cui quasi tutti gli idrocarburi e gli olii lubrificanti normalmente utilizzati in meccanica, rendendo molto critico il suo impiego a contatto con meccanismi e macchine. Per questo motivo molti ripari visivi per macchine utensili o impianti di diverso tipo sono realizzati in PMMA, con l’aggiunta, se c’è un maggiore rischio di rottura, di additivi specifici per ottenere il cosiddetto PMMA antiurto.

Dal punto di vista della trasparenza, invece, il PC ha proprietà migliori di quelle del PMMA e persino del vetro comune e per questo motivo trova impiego in quelle situazioni in cui il passaggio della luce è un’esigenza fondamentale e c’è il rischio di un deterioramento dovuto ai raggi UV, rispetto ai quali il policarbonato, è particolarmente stabile. Un esempio di applicazione è senza dubbio quello dei pannelli in PC alveolare, che vengono impiegate sia come coperture, sia come pareti divisorie in moltissimi settori, dall’agricoltura all’industria, dai laboratori artigiani all’edilizia. L’elevato indice di trasparenza del policarbonato, infatti, permette di avere un passaggio ottimale della luce anche in presenza di una struttura complessa e molto resistente agli urti accidentali e all’azione degli agenti atmosferici, come la grandine.

Per ogni esigenza e informazione sulle applicazioni del PC e del PMMA potrete sempre rivolgervi con fiducia agli esperti di Faizanè che cercheranno insieme a voi la soluzione più conveniente per ogni vostra esigenza.

 

 

 

 

 

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